Le ossa sono la struttura attorno a cui si edifica tutto il corpo. Ci parlano del nostro Io più profondo, quello dove vivono gli archetipi, i misteri familiari e quelli personali. Un giorno una piccola alchimista che abitava in un villaggio montano insieme a sua nonna Sophia le domandò dove abitasse l’inconscio.
“Qui” – rispose la donna stringendosi con con le mani le braccia, le gambe, il capo e le mani stesse – “ A lui piace nascondersi, e il posto più sicuro per non farsi trovare è dentro, nel midollo, nella parte più profonda delle ossa”.
Le ossa rappresentano il nostro valore: quanto più è fiera l’immagine che abbiamo di noi, tanto più le ossa sono forti e la postura aperta e stabile. In menopausa capita spesso che le donne sperimentino un indebolimento dell’Io, soprattutto se continuano ad identificarsi con la cultura patriarcale, quella che legittimava il ripudio della sterile e la sostituzione della vecchia. Allora ci si chiude, la colonna vertebrale si curva, si perdono centimetri di altezza e le ossa diventano più fragili, meno dense, meno piene di senso di sé. Questo significa che quanto più si vive la menopausa come perdita di identità femminile, tanto più si rischia di incorrere in una riduzione della densità ossea. Per lavorare sulle credenze con cui più o meno consapevolmente strutturiamo il nostro Io più profondo, possiamo ricorrere alla pratica delle affermazioni positive e a quella delle visualizzazioni (vedi le Tracce inserite alla voce Vademecum di Edra e Gisella).
Detto questo vediamo quali sono i rimedi fitoterapici che apportano calcio e rinforzano le ossa.
Indice:
Consolida
Ortica
Trifoglio rosso
Equiseto
Estratto secco di bambù
Decotto ossa forti
La “Mineral-rich infusion” di Susun Weed
Tè Verde
Tarassaco
Consolida
Il suo nome botanico, Symphytum officinale, deriva dal greco symphyo, che significa “riunire”.
È infatti considerata la pianta cicatrizzante e saldante per eccellenza. Secondo Plinio il Vecchio, le sue radici sarebbero capaci di “saldare” ogni tipo di ferita. E, guardandola attraverso la lente della teoria delle signature, si nota come la pianta stessa esprima visivamente la propria funzione: se si incide il fusto, compare una sostanza biancastra e densa, simile a un collante vegetale, che conferisce tenuta e resistenza strutturale.
La consolida appartiene alla famiglia delle Boraginaceae, dalla quale si estraggono alcaloidi pirrolizidinici, potenzialmente tossici per il fegato.
Questa caratteristica ha portato a una forte contrazione del suo utilizzo interno, nonostante una lunga tradizione erboristica la collochi tra i rimedi più affidabili per il trattamento di fratture, traumi e debolezza ossea.
La medicina popolare ne ha sempre fato largo uso. Questo accade perché il fitocomplesso — cioè l’insieme armonico dei principi attivi della pianta — agisce in sinergia, modulando l’effetto delle singole molecole e promuovendo una risposta complessiva più bilanciata.
*Tuttavia, viste le attuali conoscenze scientifiche, è opportuno valutare caso per caso e confrontarsi con un professionista esperto prima di intraprenderne l’utilizzo, soprattutto se si stanno assumendo altri farmaci o si soffre di patologie epatiche.
Ortica
L’ortica (Urtica dioica) è una delle piante più ricche di minerali biodisponibili, in particolare di calcio, silicio, magnesio e ferro, che la rendono un rimedio prezioso per sostenere la salute delle ossa, soprattutto in fase perimenopausale e postmenopausale, quando aumenta il rischio di osteoporosi.
Due tazze al giorno di infuso ben preparato forniscono fino a 600 mg di calcio naturale, facilmente assimilabile dall’organismo.
Oltre al contenuto minerale, l’ortica contiene vitamina K, importante per fissare il calcio nelle ossa, e silicio, che ne migliora l’assorbimento e sostiene l’integrità della matrice ossea.
Preparazione dell’infuso a lunga estrazione:
Ingredienti
- 1 manciata abbondante di ortica essiccata (circa 15–20 g)
- 1 litro di acqua bollente
Procedimento
- Disporre l’ortica in una brocca di vetro o ceramica resistente al calore.
- Versare 1 litro di acqua appena bollita.
- Coprire con un coperchio o un piattino e lasciar riposare tutta la notte (8–10 ore) per permettere l’estrazione dei sali minerali.
- Filtrare al mattino e conservare in frigorifero se necessario.
- Bere l’infuso nel corso della giornata, a temperatura ambiente o leggermente riscaldato.
Per un effetto tonico sulle ossa si consiglia di ripetere il trattamento per cicli di 3 settimane, con una settimana di pausa.
L’infuso di ortica è ben tollerato, ma nei soggetti con predisposizione alla ritenzione idrica o con patologie renali è bene chiedere un parere esperto.
Trifoglio Rosso
Il trifoglio rosso è ricco di isoflavoni, fitoestrogeni naturali che mimano l’azione degli estrogeni femminili, risultando particolarmente utili nella fase della menopausa, quando la loro produzione fisiologica diminuisce.
Uno degli effetti più significativi di questi composti è la capacità di rallentare la demineralizzazione ossea, contribuendo così alla prevenzione dell’osteoporosi.
Inoltre, il trifoglio rosso ha un’azione depurativa, riequilibrante e antinfiammatoria, rendendolo un alleato prezioso anche per la pelle, il fegato e il sistema linfatico.
Infuso a lunga estrazione di trifoglio rosso
Indicazioni
Utile in caso di osteopenia, in fase pre o postmenopausale, o in percorsi di sostegno naturale alle ossa.
Ingredienti
- 1 manciata di fiori essiccati di trifoglio rosso (circa 10–15 g)
- 1 litro di acqua bollente
Preparazione
- Collocare i fiori in una teiera con filtro o in un recipiente termoresistente.
- Versare sopra l’acqua appena bollita.
- Coprire e lasciare in infusione per tutta la notte (8–10 ore), per favorire l’estrazione dei principi attivi.
- Al mattino, filtrare e conservare in frigorifero se necessario.
- Bere nell’arco della giornata, a temperatura ambiente o leggermente riscaldato.
* Il trifoglio rosso è generalmente ben tollerato, ma in presenza di terapie ormonali, patologie estrogeno-dipendenti (come alcuni tipi di tumore al seno o all’endometrio), è sempre raccomandato il parere di un professionista esperto prima dell’uso.
Equiseto – coda di cavallo
Tra tutte le piante remineralizzanti, l’equiseto occupa un posto d’onore. La natura lo ha dotato di un contenuto straordinario di minerali, che può arrivare fino al 27% del suo peso secco — un valore nettamente superiore rispetto alla media delle piante officinali, che si attesta intorno al 2–3%.
La sua ricchezza in silicio organico lo rende il rimedio ideale per:
- Rinforzare ossa e denti
- Stimolare la rigenerazione del collagene
- Favorire la sintesi dell’elastina
- Donare turgore e compattezza ai tessuti connettivi
- Accelerare la riparazione ossea dopo fratture
L’equiseto è particolarmente indicato in caso di osteoporosi, osteopenia, demineralizzazione, convalescenze, fragilità cutanea e unghie deboli.
Decotto remineralizzante di equiseto
Per estrarre al meglio i numerosi sali minerali, è utile aggiungere una piccola quantità di zucchero di canna, che ne facilita la solubilizzazione in acqua calda.
Ingredienti
- 1 manciata abbondante di equiseto secco (circa 10–15 g)
- 1 cucchiaino di zucchero di canna grezzo
- 1 litro di acqua
Preparazione
- Inserire l’equiseto e lo zucchero di canna in un pentolino.
- Aggiungere 1 litro di acqua e portare a ebollizione.
- Abbassare la fiamma e lasciar sobbollire dolcemente per 30 minuti.
- Spegnere il fuoco e lasciar riposare coperto per altri 10 minuti.
- Filtrare con garza o colino e versare in una bottiglia di vetro.
Modalità d’uso
Bere 1–2 tazze al giorno, lontano dai pasti, per cicli di 3–4 settimane, seguiti da una settimana di pausa.
*L’equiseto è controindicato nei soggetti con insufficienza renale e nei trattamenti diureticici prolungati. In caso di dubbi o terapie in corso, consultare un professionista esperto.
Estratto secco di Bambù
Il bambù, e in particolare il suo estratto secco, è una delle fonti vegetali più ricche di silicio organico biodisponibile.
In alcune formulazioni, la percentuale di silicio può arrivare a costituire fino al 75% del peso totale dell’estratto — un valore eccezionalmente elevato, che conferisce a questa pianta una potente azione rimineralizzante, rigenerante e tonificante.
Grazie a questa caratteristica, il bambù:
- favorisce la sintesi del collagene e dell’elastina,
- rinforza capelli, unghie e tessuto connettivo,
- contribuisce al benessere di ossa e articolazioni,
- contrasta la fragilità strutturale legata a carenze minerali, invecchiamento o squilibri ormonali.
*Si consiglia di seguire le indicazioni specifiche fornite dal produttore, poiché la titolazione in silicio può variare da un prodotto all’altro.
Generalmente, gli integratori di bambù si trovano in capsule o compresse, spesso associati a vitamina D, calcio o biotina per un’azione sinergica.
Decotto Ossa forti
Un decotto ricco e profondo, pensato per nutrire e rinforzare l’intero sistema osteoarticolare, sostenere il connettivo e accompagnare il corpo nei momenti di fragilità, affaticamento o ricostruzione (es. menopausa, fratture, osteopenia).
Ingredienti
- 50 g di equiseto
Fonte straordinaria di silicio organico, stimola la rigenerazione del collagene e supporta la riparazione delle ossa. - 1 cucchiaino raso di zucchero di canna
Favorisce l’estrazione dei minerali idrosolubili durante la bollitura. - 30 g di avena (Avena sativa)
Ricca di calcio, silicio e magnesio, è anche un tonico del sistema nervoso e rende il decotto più armonico e ben tollerato. - 20 g di semi di fieno greco (Trigonella foenum-graecum)
Stimolano il metabolismo e hanno una leggera azione estrogenica naturale, utile in menopausa e per la densità ossea. - (facoltativo) Qualche chicco di anice verde o un pizzico di liquirizia
Per smorzare il gusto amarognolo del fieno greco e rendere il decotto più piacevole al palato.
Preparazione
- Collocare tutti gli ingredienti in un pentolino.
- Aggiungere 1 litro d’acqua e portare a ebollizione.
- Abbassare la fiamma e lasciare sobbollire per 25 minuti.
- Spegnere, coprire e lasciar intiepidire.
- Filtrare e bere nel corso della giornata, preferibilmente lontano dai pasti.
Ideale da assumere per cicli di 2–3 settimane, con una pausa di qualche giorno.
La “Mineral-rich infusion” di Susun Weed
Un’antica miscela erboristica pensata per sostenere vitalità, equilibrio ormonale e struttura ossea, specialmente in fasi di cambiamento come la menopausa.
Nutre a fondo il sistema nervoso, tonifica i reni, e rinforza ossa, capelli, denti e unghie.
Ingredienti (per 1,5 litri d’infuso)
- 1 manciata di ortica (Urtica dioica) → ricca di ferro, calcio e clorofilla
- 1 manciata di consolida (Symphytum officinale) → stimola la rigenerazione tissutale e ossea
- 1 manciata di trifoglio rosso (Trifolium pratense) → contiene fitoestrogeni e sostiene la densità ossea
- 1 manciata di paglia d’avena (Avena sativa) → calma il sistema nervoso e favorisce l’assorbimento dei minerali
Preparazione
- Inserire tutte le erbe in una brocca da 1,5 litri in vetro o ceramica termoresistente.
- Versare acqua bollente fino a riempire la brocca.
- Coprire e lasciare in infusione per tutta la notte (8–10 ore).
- Al mattino filtrare con cura, spremendo bene le erbe.
- Conservare in frigorifero e bere nel corso della giornata, a temperatura ambiente o leggermente riscaldato.
L’infuso si conserva 24–36 ore. È preferibile prepararlo fresco ogni uno o due giorni.
*L’uso interno della consolida è controverso per la presenza di alcaloidi pirrolizidinici, potenzialmente epatotossici. Susan Weed ritiene che, in questo tipo di preparazione blanda e a uso non continuativo, l’infuso sia ben tollerato e benefico per il sostegno osseo.
Tuttavia, è consigliabile non superare i cicli di 3 settimane consecutive e evitarlo in presenza di patologie epatiche. In ogni caso consultare un professionista esperto prima del suo utilizzo.
Tè Verde
Il tè verde è noto per la sua azione antiossidante, drenante e tonica, ma svolge anche un ruolo delicato nella mineralizzazione dei tessuti.
Questo effetto è dovuto alla presenza di oligoelementi come manganese, zinco e potassio, che partecipano alla formazione e al mantenimento del tessuto osseo, connettivo e cutaneo.
Preparazione consigliata
Segui le indicazioni riportate nella sezione “Tè verde” della pagina Ritenzione di liquidi, per ottenere una bevanda efficace ma non irritante.
Tarassaco
Con il passare degli anni, può accadere che lo stomaco produca meno acido cloridrico, condizione spesso sottovalutata ma che incide profondamente sulla digestione e sull’assimilazione dei nutrienti, in particolare dei minerali come calcio, magnesio, ferro e zinco.
Il tarassaco, con il suo sapore amaro caratteristico, è uno dei rimedi più efficaci per stimolare la secrezione gastrica, sostenere il fegato e migliorare la digestione complessiva.
In questo modo, favorisce indirettamente l’assorbimento del calcio dagli alimenti, supportando i percorsi di remineralizzazione naturale, soprattutto in menopausa o in presenza di osteopenia.
Infuso di tarassaco – azione digestiva e mineralizzante
Ingredienti
- 1 cucchiaio di foglie o radici essiccate di tarassaco
- 250 ml di acqua bollente
Preparazione
- Mettere l’erba in una tisaniera o tazza con coperchio.
- Versare l’acqua bollente.
- Coprire e lasciar riposo per 15 minuti.
- Filtrare e bere 30 minuti prima dei pasti principali.
Tintura madre di tarassaco
Per chi preferisce un’alternativa pratica e rapida:
- 10–15 gocce di tintura madre, diluite in un bicchiere d’acqua,
- da assumere prima dei pasti, 2 o 3 volte al giorno.
Sconsigliato in caso di gastrite acuta, ulcera o allergia alle Asteraceae. In presenza di calcoli biliari consultare un professionista prima dell’uso.
Disclaimer
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico
