RILASSAMENTO
Una delle domande più comuni che ci viene rivolta nel corso dei nostri laboratori sulla menopausa, riguarda la ragione per la quale avremmo bisogno di apprendere a modulare la frequenza e l’ampiezza delle onde cerebrali, per entrare in contatto con la mente subconscia. La risposta è presto detta: qualsiasi limite, tormento o pensiero disturbante capace di abbassare la qualità della vita durante la menopausa può essere eliminato e sostituito da pensieri ed emozioni di segno opposto.
Ma procediamo con ordine. Sedetevi comode sul divano e seguiteci in questa disamina sugli stati della mente. Senza questa presentazione qualsiasi discorso sulle affermazioni e sulle visualizzazione risulterebbe troppo debole.
Indice:
Gli stati della mente
Tecniche di induzione
Fase di utilizzazione
Fase di visualizzazione
Fase di ritorno
GLI STATI DELLA MENTE
Tutto ciò che esiste in natura vibra e tutto ciò che vibra emette una frequenza che si misura in Hertz. Una frequenza di 1 hertz indica che la vibrazione si ripete una volta ogni secondo.
Il nostro cervello emette diverse frequenze a seconda delle attività che stiamo compiendo e a ciascun range di frequenze corrisponde un particolare stato della mente.
Stato gamma
Stato beta
Stato alfa
Stato theta
Stato delta
Stato Gamma
Le onde cerebrali superano i 40 cicli per secondo (Hz) con onde ad elevata frequenza e bassa ampiezza. Secondo alcuni studiosi queste onde non sono tanto un range di frequenze su cui il cervello può stabilizzarsi, quanto piuttosto dei picchi di frequenza che raggiungiamo in situazioni estreme, in stati di alta risoluzione, in momenti di estasi e quando ci sentiamo inondati di amore e compassione.
Stato Beta
Le onde cerebrali eseguono dai 14 ai 40 cicli per secondo (Hz). È lo stato della mente analitica, quella che usiamo nelle nostre normali attività di veglia, quando siamo orientati verso l’esterno, concentrati sul fare e impegnati ad analizzare, organizzare e risolvere i problemi della vita quotidiana. Tuttavia, quando le frequenze Beta si spingono oltre i 25 Hz, la lucidità può cedere il passo al nervosismo, a stati di stress, ansia o sovraccarico mentale.
Stato Alfa
Le onde cerebrali eseguono tra gli 8 e i 14 cicli per secondo (Hz). La mente si trova in un equilibrio raro: rilassata ma vigile, quieta e al tempo stesso lucida. I due emisferi cerebrali, solitamente inclini a funzioni differenti, collaborano in una danza sincrona, generando uno spazio interiore ideale per la concentrazione, l’intuizione e l’apprendimento. Questo livello di coscienza rappresenta un ponte sottile tra le profondità intuitive del Theta e l’attività logica e analitica del Beta: la mente può attingere contemporaneamente alle risorse del subconscio e della coscienza vigile, permettendo intuizioni profonde, creatività espansa e una calma produttiva che è propria degli stati meditativi leggeri e della piena presenza.
Stato Theta
Le onde cerebrali eseguono tra i i 4 e gli 8 cicli per secondo (Hz). Questo tipo di onde, lente e ampie, sono quelle prodotte nel fugace passaggio tra la veglia e il sonno, durante la fase REM, nello stato ipnotico profondo e durante la meditazione profonda. La mente conscia allenta la presa, lasciando emergere immagini, ricordi, intuizioni e simboli dal fondo del subconscio. Theta è il regno della guarigione interiore, della creatività e del contatto con l’invisibile. Il regno dello spazio senza tempo.
Nelle attività di veglia le onde Theta sono prodotte nei momenti di grande ispirazione creativa e di conoscenza intuitiva. Possiamo accedere a livelli meno profondi di questo stato della mente anche mentre svolgiamo dei compiti automatizzati (come ad esempio lavorare a uncinetto). Può accadere infatti che per brevi momenti, mentre il nostro corpo asseconda un’attività, ci scolliamo dalla realtà esterna per immergerci, proprio come nei sogni, in quella interna.
Stato Delta
Le onde cerebrali eseguono tra lo 0,5 e i 4 cicli per secondo (Hz). Sono caratterizzate da una larga ampiezza e da una lenta frequenza e corrispondono al sonno profondo, quello in cui siamo completamente scollegati dal mondo esterno. È lo stato in cui il nostro corpo attua spontaneamente i processi di guarigione e rigenerazione grazie all’attivazione dell’ormone della crescita.
Oltre la soglia: stati mentali e genio creativo
In questa sezione concentreremo la nostra attenzione sugli stati Alfa e Theta e li tratteremo come dei veri e propri portali per accedere alle risorse della mente subcosciente.
Il subconscio è più di una semplice soffitta in cui stanno accatastate le ragioni occulte e le cause prime dei nostri comportamenti.
A tutti sarà capitato di implicarsi nella risoluzione di un problema o nello svolgimento di un compito e di arrivare ad un punto in cui la mente cosciente entra in impasse: le idee non si rinnovano e le soluzioni appaiono banali o non congrue. Poi capita che un sogno notturno o un’intuizione inaspettata spianino il cammino e indichino strategie e soluzioni. Cosa è successo? Nulla di straordinario: in un momento in cui le onde cerebrali hanno ridotto la loro frequenza siamo entrati in stato Theta: lo stato in cui possiamo comunicare con la fonte del sapere universale che sta nel subconscio. La rapidità e la scioltezza con cui i bambini apprendono, deriverebbe proprio dalla spontanea permanenza in Theta per gran parte del tempo.
Si racconta che la genialità di Albert Einstein sia per molti versi riconducibile alla disinvoltura con cui utilizzava i diversi stati della mente. Sapeva come indurre un rallentamento volontario delle onde cerebrali per entrare in contatto con la mente subconscia e per ricevere in forma simbolica, creativa e intuitiva le idee e le informazioni di cui aveva bisogno.
Il rischio che si corre quando si dimora in questo stato di dormiveglia è quello di addormentarsi del tutto e di dimenticare i messaggi ricevuti, un po’ come accade al risveglio con i sogni. Einstein lo sapeva e per questo, quando desiderava ampliare le capacità cognitive e immaginative per mezzo del rilassamento, teneva un sasso nella mano. Qualora si fosse addormentato il sasso sarebbe caduto per terra e il rumore causato dall’impatto lo avrebbe immediatamente riportato in stato Beta, consentendogli di ritenere e di rielaborare coscientemente le informazioni.
Anche Thomas Edison ricorreva ad un espediente simile. Era solito maneggiare delle piccole sfere mentre stava accomodato su una poltrona dotata di braccioli ricoperti di metallo. Focalizzava la mente su un obiettivo e guardando il fuoco acceso del camino entrava in trance. Se si fosse addormentato il suono delle sfere sulla lastra lo avrebbe repentinamente risvegliato. E Nicolò Testa? possedeva una padronanza profonda dei diversi stati della mente, e, alla luce dei numerosi brevetti che ha depositato—ben 280 in 26 Paesi— diventa evidente quanto sia fondamentale per noi acquisire la stessa dimestichezza nel percorrere quei territori interiori.
Il potere nascosto della mente subconscia
Quando rallentiamo il ritmo delle onde cerebrali e ci avviciniamo allo stato Theta profondo — quasi al confine con l’inafferrabile silenzio del Delta — si apre un varco straordinario. In questo spazio interiore possiamo accedere alle risorse più profonde della mente subconscia e attingere, come da un campo universale, le informazioni custodite dall’Intelligenza Infinita. È un’esperienza potente, ma non finisce qui.
La mente subconscia, infatti, non si limita a conservare memorie e intuizioni. Opera anche come architetto silenzioso: fornisce alla mente conscia i materiali con cui dare forma alla nostra realtà. Ma non sempre questi materiali sono nobili. Tra i suoi depositi più remoti giacciono ferite, paure e credenze limitanti che, senza che ce ne accorgiamo, filtrano l’idea che abbiamo di noi stessi e deformano la percezione degli eventi. Così, alla mente conscia giungono mattoni fragili, schemi impoveriti che ostacolano la piena realizzazione del nostro potenziale.
Questa interferenza può rendere difficile l’accesso al potere creativo della nostra coscienza. Ma c’è una buona notizia: esistono strumenti che ci permettono, dal livello conscio, di interagire con la mente subconscia e riplasmarne le strutture profonde. Tecniche come le affermazioni, le suggestioni, le visualizzazioni e l’autoipnosi ci aiutano a dissolvere i pensieri sabotanti e a creare uno spazio interno fertile, capace di sostenere la nostra crescita personale.
Sì, abbiamo nelle nostre mani la possibilità reale di dialogare con la parte più profonda di noi stessi e di liberarla da ciò che ne limita l’espressione. Quello che spesso manca, tuttavia, è un metodo chiaro, strutturato, che ci guidi nell’attivazione di questo potenziale latente.
Fortunatamente, il pensiero e l’esperienza di figure come Émile Coué, José Silva, Milton Erickson, o dei grandi maestri della mente e della metafisica come Neville Goddard, Joseph Murphy e Napoleon Hill, ci vengono in aiuto. Le loro vite — al pari delle loro opere — ci ricordano quanto possa essere trasformativo imparare a usare intenzionalmente le risorse creative della nostra mente subconscia.
Milton era dislessico, daltonico e mezzo sordo; aveva una serie di allergie invalidanti e a diciassette anni fu colpito da una poliomielite che lo lasciò paralizzato.
Milton iniziò a praticare canottaggio e percorse 1200 km sul Mississippi. Solo.
Milton si laureò alla facoltà di medicina con una specializzazione in psichiatria.
Milton curó migliaia di persone e si convertì nel padre della moderna ipnosi.
TECNICHE DI INDUZIONE
Qui di seguito riportiamo alcune semplici tecniche per entrare in stato Alfa o Theta. In realtà la permanenza in Theta non è così semplice e immediata perché è facile cadere presto nel sonno profondo. Occorre esercizio e costanza, è vero; ma il benessere e il dominio di sé che si sperimenta ad ogni acquisizione di capacità, supera di gran lunga l’impegno richiesto.
Se è la prima volta che vi imbarcate in questo genere di pratiche di rilassamento vi consiglio di condizionarvi con l’esercizio delle presupposizioni di Milton Erickson.
Aiuterà ripetervi:
“ So che proverò una sensazione di grande benessere quando entrerò in uno stato di leggera trance”.
Questa affermazione lascia intendere che entrerete in quel particolare stato mentale; darlo per scontato cancella i dubbi sulla effettiva possibilità di riuscirci.
Tecnica 1: Conta regressiva
Esercitare la mente a entrare in stato Alfa seguendo le indicazioni generali di José Silva.
Svolgere questo esercizio la mattina prima ancora di scendere dal letto approfittando del fatto che già la mente si trova in uno stato a cavallo tra il sonno e la veglia.
Chiudi gli occhi e dirigi lo sguardo verso l’alto a 20 gradi circa dalla linea dell’orizzonte. Lentamente, a intervalli di due secondi, conta in forma regressiva da 100 a 1. Può sembrare banale ma non lo è perché ogni volta che il pensiero devia dalla numerazione occorre ripartire da 100. Man mano che si acquisisce una maggiore padronanza con la pratica sarà possibile ridurre lo spettro numerico alla metà (sempre arrotondata) fino ad assestarsi sull’intervallo minimo necessario per entrare in stato Alfa.
Tecnica 2: Posizione del cocchiere
Passare dallo stato Beta allo stato Alfa in qualsiasi momento del giorno.
Inutile dire che questa pratica va evitata in quelle circostanze in cui è assolutamente necessario rimanere in Beta.
Siediti comodamente nella posizione definita “del cocchiere” con le braccia penzoloni sulle ginocchia; la testa chiusa sul collo e il busto che si muove leggermente in avanti e indietro. Lo sguardo, nei limiti consentiti dal movimento, deve sempre essere rivolto verso l’alto. Noterai che il respiro si fa man mano più lento e profondo e che il movimento del busto diventa quasi impercettibile.
Una conta regressiva da 20 a 1 aiuterà a entrare in stato Alpha con più rapidità.
Tecnica 3: Concentrazione su un punto
Porta lo sguardo verso l’alto e fissalo su un punto al di sopra del naso. Focalizza tutta l’attenzione su questo punto senza abbandonarlo. Dopo un po’ noterai che le palpebre iniziano a vibrare. Diventano sempre più pesanti e tu sentirai il desiderio di tenerle chiuse. Cerca di resistere un po’ e chiudile solo quando non riuscirai più a tenerle aperte. Abbandonati al piacere che sentirai nel tenere gli occhi chiusi. Indugia un attimo e poi estendi questa serenità a tutto il corpo mentre esegui una conta regressiva da 20 a 1.
Tecnica 4: Apertura e chiusura delle palpebre
Fissa un punto davanti a te e concentra l’attenzione sul tuo respiro. Quando inspiri tieni gli occhi aperti e quando espiri chiudili. Continua così e ti accorgerai che sarà sempre più difficile sollevare le palpebre perché è più semplice e gradevole tenerle chiuse. Giungerà un momento in cui pur avendo le palpebre semiaperte non vedrai quasi nulla; chiudile completamente e lasciati andare al piacere che sentirai nel tenerle finalmente chiuse e completamente rilassate. Il rilassamento si estende a tutto il corpo e ti senti in pace, in uno stato di profondo benessere.
Inizia la conta regressiva da 20 a 1.
Alternativa
Comincia a contare lentamente; ai numeri dispari apri gli occhi, e ai numeri pari chiudili. Quando il numero è pari indugia piacevolmente. Dopo un po’ sarà sempre più difficile aprirli in corrispondenza dei numeri dispari. Lasciati andare e tienili finalmente chiusi. Respira profondamente ed estendi questa sensazione di rilassamento su tutto il corpo.
Tecnica 5: Esercizio allo specchio
Occorre che lo specchio sia abbastanza grande e preferibilmente di forma circolare. Fissa il tuo volto riflesso concentrando lo sguardo nella zona compresa tra gli occhi (puoi an spostarlo sulle labbra o verso le pupille; va bene lo stesso). Cerca di sbattere le palpebre il meno possibile fino a che non avvertirai più nessuna sensazione di molestia tenendole aperte. A questo punto puoi iniziare la pratica delle affermazioni. Noterai che fissando l’attenzione sul movimento delle labbra riuscirai ad entrare in uno stato di trance più profondo. Un lieve dondolio del capo amplificherà il senso di piacere che sperimenterai indugiando in questo stato.
Tecnica 6: Concentrazione su un oggetto
Siediti comoda e tieni davanti a te un oggetto possibilmente in metallo. Fissalo attentamente concentrando tutta la tua attenzione sulla sua forma, il colore e la luminosità che riflette. Cerca di tenere gli occhi aperti e di indagare le sue caratteristiche come se fosse l’unica cosa che in questo momento merita tutto il tuo interesse. Mentre lo osservi noterai che la respirazione si fa più lenta e profonda. Man mano che rallenta sentirai il desiderio di chiudere gli occhi. Chiudili e ti accorgerai che sarà sufficiente una conta regressiva da dieci a uno per entrare completamente in trance.
Tecnica 7: Immagini ipnotiche
Concentrati su immagini formate da linee ipnotiche che creano l’illusione ottica di movimento e su caleidoscopi.
In questo caso è l’immagine a far tutto. Per entrare in stato Alfa basta fissarla attentamente per qualche secondo.
Consiglio di tenere lo sguardo focalizzato sull’immagine per tutta la durata delle affermazioni.
Tecnica 8: Esercizi di training autogeno di Schultz
Sdraiati e ripeti mentalmente la sequenza riportata qui sotto.
Concentra l’attenzione sul tuo respiro. Respira profondamente sentendo l’aria che entra nei tuoi polmoni e purifica il tuo corpo. Respira lentamente, piano; ti senti calma e rilassata. Sei in pace con te e con il mondo attorno; porta l’attenzione sulla mano destra. La senti pesante, tanto pesante. Questa sensazione di pesantezza si estende a tutto il braccio fino alla spalla destra. Il braccio è pesante e tu ti senti calma e tranquilla…sei calma e tranquilla… sei calma e tranquilla… rilassata e serena.
Ora porta l’attenzione alla mano sinistra. La mano sinistra è pesante e la pesantezza si espande a tutto il braccio sinistro. Ora le tue braccia sono rilassate e tu ti senti in pace, tranquilla e rilassata.
Ora porta l’attenzione al piede destro che è pesante, tanto pesante. Tutta la tua gamba destra, dalla caviglia alla coscia è pesante, tanto pesante. Ora il tuo piede sinistro è pesante e tutta la gamba sinistra è pesante, pesante, tanto pesante.
Le braccia e le gambe sono pesanti e tu sei tranquilla e serena.
Porta l’attenzione sul tuo bacino e sui tuoi organi interni. Tutto è pesante, pesante e tu sei calma, riposata e tranquilla. Ora senti pesanti anche le spalle, il collo e la nuca. Tutto il corpo è pesante, pesante, rilassato e tu sei tranquilla.
(puoi sostituire alla sensazione di pesantezza quella di calore).
Tecnica 9: Suoni per entrare in stato Alfa e Theta
Assumi una posizione comoda, chiudi gli occhi e ascolta i suoni isotónici, una musica bineurale, il battito di un metronomo o quello di un tamburo sciamanico. Questi suoni, ciascuno a partire dalle proprie specificità, inducono una riduzione della frequenza cerebrale e l’ingresso in stato Alfa o Tetha. Per ulteriori approfondimenti rimandiamo al capitolo VII del libro I fiori della menopausa.
Tecnica 10: Pressione del terzo occhio
Assumi una posizione comoda e fai tre respirazioni profonde. Esercita una lieve pressione con il dito indice nella parte centrale della fronte, in direzione del terzo occhio. Porta lo sguardo verso l’alto e cerca di non chiudere le palpebre per almeno diciotto secondi. Sentirai presto gli occhi stanchi; chiudili dolcemente e prosegui l’esercizio con le affermazioni o con la visualizzazione di ciò che desideri.
Fase di utilizzazione
Superata la fase di induzione, in cui abbiamo abbassato la frequenza delle onde cerebrali attraverso il rilassamento del corpo, possiamo passare alla fase successiva, quella definita di utilizzazione.
Lo stato di distensione somatica e il progressivo distacco dagli stimoli esterni potrebbero già di per sé rappresentare un fine; nei nostri laboratori però non sono che il preludio per arrivare alla pratica delle affermazioni e a quella delle visualizzazioni. In realtà per le affermazioni non è necessario passare dalla fase di induzione ma, per le ragioni che abbiamo espresso prima, è conveniente farlo.
Le affermazioni devono sempre riferirsi a fatti possibili ed essere espresse in forma positiva, breve e concisa.
Le visualizzazioni devono avere un obiettivo plausibile; al di là di questa condizione possono realizzarsi con le immagini più creative e bizzarre.
Per evitare che la mente divaghi nella ricerca delle parole o delle immagini più adeguate consigliamo di tracciare le linee guida delle affermazioni e delle visualizzazioni prima di iniziare la fase di induzione.
Per tutto quanto attiene l’impalcatura argomentativa alla base di queste pratiche, rimandiamo ai capitoli VI e VII del libro Storie di donne in menopausa, dall’inquietudine al risveglio
Attraverso la pratica costante e intenzionata delle affermazioni e delle visualizzazioni possiamo attenuare e addirittura risolvere molti dei risvolti negativi della menopausa (come aumento di peso, pancia gonfia, ritenzione di liquidi, vampate, malumore, astenia sessuale…)
Esempi di affermazioni…
Tutto quello che ci circonda è il collassamento di una realtà prima pensata. Mentre si pronunciano le affermazioni di benessere, bisogna spostare il focus dall’immagine attuale a quella che si desidera ottenere, e pensare a quest’ultima come se fosse la vera realtà possibile.
Perdita dei capelli
Se con la menopausa avete notato una perdita inconsueta dei capelli, invece di ripetervi che non volete rimanere stempiate, andando così a rinforzare questo timore, potreste elaborare una indicazione che suona più o meno così:
La mia capigliatura è folta e quando arriva il tempo del ricambio i miei capelli ricrescono più forti e sani.
Corpo atletico
Se desiderate avere un corpo atletico, potreste elaborare la seguente suggestione:
Ogni giorno mi alleno con gioia e determinazione.
La massa grassa in eccesso scompare e al suo posto i muscoli conseguono il volume e il livello di tonicità che desidero.
Io ho il potere sul mio corpo. Con la forza del potere che mi conferisco decreto che il mio corpo è sano e atletico.
Perdere peso
Se desiderate perdere peso potreste ricorrere alla seguente affermazione:
Mi disgusta mangiare più di quanto il mio fabbisogno giornaliero necessiti.
Decido di mangiare l’ultimo pasto del giorno alle sei di pomeriggio.
Amo prendermi cura del mio corpo con un’alimentazione sana ed equilibrata.
… e di visualizzazioni
Perdita dei capelli
… Ora stai cavalcando nuda e felice sul tuo cavallo (nero se hai capelli scuri; bianco se invece sono chiari). Man mano che cavalchi libera e selvaggia, la tua chioma si infoltisce confondendosi con la criniera del tuo cavallo. I tuoi capelli seguono il movimento della cavalcata e creano una scia di luce e profumo al tuo passaggio. Vedi un piccolo laghetto, scavalchi e infondi le mani nelle sue acqua cristalline. Ti lavi il viso e l’acqua fredda ti provoca un brivido. Ti guardi riflessa in quello specchio d’acqua e mentre si alza una leggera brezza, i tuoi capelli danzano morbidi e sani al ritmo delle onde disegnate dall’aria. Ti guardi soddisfatta e sorridi.
Corpo atletico
… Sei entrata in una palestra finemente arredata con attrezzi di ultima generazione. Mentre ti avvicini ad una macchina per aumentare la massa muscolare dei bicipiti si materializza davanti a te un personal trainer con indosso una maglietta davvero particolare. Sul petto riporta la stampa di una foto in cui sei rappresentata con il corpo che desideri mentre sul dorso riporta l’immagine di come sei attualmente. Man mano che prosegui nel tuo allenamento l’immagine del dorso cambia forma. Più si avvicina a quella del petto e più questa somiglianza ti incita ad allenarti. Ce la stai mettendo tutta! L’obiettivo è sempre meno lontano. Un giorno, entrando in palestra per il consueto allenamento, vieni accolta da un’ovazione di applausi. C’è l’hai fatta! Adesso l’immagine sul dorso della maglietta è identica a quella rappresentata sul davanti. Il tuo personal trainer te la consegna soddisfatto. La stringi tra le braccia e ti guardi vittoriosa allo specchio.
Perdere peso
Sei nello studio di una dietologa per chiedere l’ennesima dieta, ma questa volta vieni accolta da una dottoressa dal fare davvero inusuale. Si approssima ad un archivio e cerca una videocassetta. Quando la trova te la mostra e puoi nitidamente leggere il tuo nome impresso su un adesivo cartaceo. La inserisce in un vecchio videoregistratore e dallo schermo appeso al muro puoi vedere chiaramente il superlavoro a cui sono costretti i guardiani dei tuoi organi e delle tue viscere. Sono estremamente indaffarati e quasi non si curano della vostra presenza al di là dello schermo. Sono esausti perché ancora una volta sono stati costretti a cominciare un lavoro senza aver ancora terminato quello precedente. Questo crea rallentamenti, ingorghi e cattivo odore. Gli operai seguono gli ordini dei guardiani ma sono allo stremo delle forze. Hanno bisogno di riposare ma non possono. Sono irritabili e distratti; litigano per niente e si confondono nella scelta tra ciò che va trattenuto e ciò che invece va eliminato. Chiedi alla dottoressa di aiutarti a portare ordine e pulizia dentro di te. A questo punto i guardiani si destano, ti guardano per la prima volta negli occhi e ti invitano a sottoscrivere il seguente contratto:
Io (nome e cognome) mi impegno a mangiare in maniera sana ed equilibrata; a introdurre nel mio corpo solo alimenti di qualità e ad attenermi al fabbisogno energetico quotidiano.
La dietologa ti porge il contratto e tu lo firmi con una carica motivazionale mai provata prima. Non appena stacchi la penna dal foglio la tua attenzione è catturata da una nuova immagine sullo schermo. Sei tu con il peso corporeo che desideri, felice di ricevere le congratulazioni e gli abbracci dei guardiani e degli operai del tuo corpo.
Sono solo esempi. Qualora preferiate ricorrere a definizioni e immagini già strutturate consiglio di ascoltare gli audio collegati a questa sezione.
FASE DI RITORNO
Al termine di queste pratiche occorre ritornare alla piena consapevolezza: un modo molto semplice per farlo consiste nel contare da 1 a 5 affermando di sentirsi man mano più svegli e in forma.
Parafrasando una celebre affermazione di Émile Coué possiamo dire, risvegliandoci: “Ora sono desta; da questo momento e sotto ogni punto di vista, va di meglio in meglio”.
