Perché leggere un libro erotico?
Perché il libro lascia aperto lo spiraglio dell’immaginazione, le permette di fluttuare e di definire fattezze e movimenti al di là delle descrizioni operate dall’autore. I protagonisti assumono le forme che gli si vuole imprimere e i fatti si arricchiscono del gusto proibito che c’è nella intimistica rappresentazione dei desideri. Il libro è solo un mezzo, e i personaggi solo attori che ci accompagnano nello svisceramento e nella soddisfazione delle nostre fantasie.
Riporto qui una breve lista dei classici della letteratura erotica: immagino che molti di questi siano già noti ma rileggerli, soprattutto in un momento come la menopausa, quando le corde del desiderio e della passione si allentano, può servire a ritrovare i passati ardori.
… Petali di loto le labbra del mio amato, il suo inguine
Il Cantico dei Cantici
d’avorio, tempestato di zaffiri. Lui infila la mano
nel mio grembo, le mie viscere fremono per
lui. Le mie mani colano mirra, dalle dita la mirra
finisce sul chiavistello che impugno…
L’amante di Lady Chatterley, David Herbert Lawrence
… Le piaceva il ricordo della sensazione della carne dell’uomo che toccava la sua, persino l’appiccicosità della sua pelle su quella di lei. In un certo senso era una sensazione sacra…
… L’aveva fatto apposta? Mi sentivo come al cinematografo, abbandonata a una trama…
La chiave, Jun’ichirō Tanizaki
… Non c’era da attirare il desiderio. Il desiderio era in colei che lo provocava o non esisteva. C’era fin dal primo sguardo o non era mai esistito. Era l’immediata intesa sessuale tra due persone o non era niente.
L’amante, Marguerite Duras
… Lei dice che si dovrebbe riuscire a vivere come fanno loro, il corpo abbandonato in un deserto e, nello spirito, il ricordo di un solo bacio, di una sola parola, di un solo sguardo per tutto un amore.
Occhi blu, capelli neri – Margherite Duras
… Pablo si impossessava di me, il suo sesso si convertiva in una parte del mio corpo, la parte più importante, l’unica che ero capace di sentire, penetrandomi, entrando ogni volta sempre più dentro, aprendomi e chiudendomi contemporaneamente attorno a sè…
Le età di Lulù, Almudena Grandes
… E la giacemmo. Senza parlare, senza fare movimento, fino a quando alzai la testa e la baciai. E alla fine l’antichissimo rituale s’impossessò di noi, e io morsi, strinsi e lacerai, ripetutamente, mentre i nostri corpi si alzavano e si abbassavano, si alzavano e sprofondavamo nel deserto.
Il danno, di Josephine Hart
… Unire il proprio corpo a sempre più corpi e considerare perdute le ore passate fuori dalle loro braccia.
Emanuelle, di Emanuelle Arsan
… Invece di un solo centro sessuale, il corpo di Elena sembrava avere milioni di aperture sessuali, ugualmente sensibili, ogni cellula della pelle dorata della sensibilità di una bocca. La carne stessa delle sue braccia si apriva e si contraeva al passaggio della lingua e delle dita di Leila.
Il Delta di Venere, di Anaïs Nin
… Quelle carezze a fior di pelle, e poi, d’improvviso, la mano che era stata a riposo raggiunse l’altra, e le gambe si allargarono per farle posto. Erano necessarie tutte e due le mani per placare la bocca del suo sesso, rossa, gonfia, fremente sotto il sole…
Auletris, Anaïs Nin
… Arrivammo lontanissimi, in un oceano di sensualità dove sfrenati affogammo.
Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere, di John Cleland
… Poi alzó gli occhi per guardargli il viso straziato dal piacere. Ha la testa rovesciata all’indietro, il collo teso, ancora mi tiene le mani tra i capelli. Solo ora posso ritornare sulla terra, illuminata dal suo sapore…
La prova del miele, Salwa Al-Neimi
… Non puoi immaginare quali cose. Mi sono svegliata bagnata come una lingua…
La voce di Lila, Chimo
… Sono una donna dissoluta, sì, perché voglio usare il sesso come mezzo per trovare quello che tutti cercano: conferme, piacere, autostima e in definitiva amore, affetto, che c’è di patologico in questo? Se volete mettermi un nome fate pure, non mi importa! Ma sappiate che ciò che io sono in realtà è una nereide, una driade, una ninfa, semplicemente!
Diario di una ninfomane, Valérie Tasso
… La felicità? È fare l’amore per amore. È il cuore che rischia di scoppiare a forza di battiti, quando uno sguardo insostituibile si posa sulla vostra bocca, quando una mano lascia una traccia di sudore dietro al ginocchio sinistro. E’ la saliva dell’essere amato che vi scivola in gola, zuccherata e trasparente. È il collo che si allunga, si libera delle contrazioni e della fatica, diviene interminabile perché una lingua ne percorre tutta la lunghezza. È il lobo dell’orecchio che pulsa come un bassoventre. È la schiena che delira e s’inventa suoni e brividi per dire “ti amo”. È la gamba che si alza, consenziente, le mutandine che cadono come una foglia, inutile e fastidiosa. È una mano che si addentra nella foresta dei capelli, ne sollecita le radici e le innaffia, senza parsimonia, con la propria tenerezza.
La mandorla, Nedjma
Giochi ogni giorno con la luce dell’Universo, Pablo Neruda
…Vorrei fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi…
Sono solo spunti…
Tenete un diario tutto per voi che non sia accessibile a nessuno e scriveteci le impressioni che traete dalle letture; riportate quello che vi ha incuriosito, quello che vi ha irritato o addirittura sconvolto. Ciò che rifiutiamo racconta di noi almeno quanto quello che accogliamo. Lasciate alla penna la libertà di esprimere le vostre fantasie; fatele scandagliare i lati oscuri e permettetele, da quella prospettiva, di definire con maggior chiarezza i punti luce.
Il libro è solo un mezzo, un compagno devoto, che con garbo – o con audacia – ci mostra la strada per ritornare ad amare.
